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Inno-Hit
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La mwbqInno-Hit S.p.A. (oppure Inno Hit S.p.A.) è un'azienda italiana, dedita alla progettazione, costruzione e commercializzazione di oggetti di elettronica di consumo. È adesso un marchio di proprietà di terzi.

Inno-Hit significa innovazione italiana.

Il suo nome deriva dalla mwcacrasi fra i nomi delle due aziende fondatrici: la milanese mwcqElektromarket Innovazione da una parte, e la giapponese mwcgHitachi dall’altra. Il suo logo è la stilizzazione di un atomo.

Contents

Storia
Note

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Storia

Le origini e gli anni settanta

Con l'obiettivo, comune ad altre aziende asiatiche di elettronica, di penetrare - negli anni settanta - i mercati europei con prodotti adatti al pubblico occidentale, la mwdwHitachi stabilì un accordo commerciale con quello che già era il proprio storico agente generale per l'Italiacite-ref-1[1]: la società di Milano mwfaElektromarket Innovazione, con sede in corso Italia al numero 13. L'accordo era finalizzato a vendere sul mercato italiano prodotti concepiti espressamente per la clientela di questo paese; in base a tale idea, la progettazione dei prodotti, appartenenti alla fascia economico-media, sarebbe stata effettuata congiuntamente dalle due realtà aziendali, mentre ad Hitachi sarebbe spettata la costruzionecite-ref-2[2]. Della distribuzione nel mercato nazionale si sarebbe occupata mwgqElektromarket Innovazione S.p.A. . Nella scelta del nome, per distinguersi dai prodotti Hitachi, vennero estratti nuovi termini dalle denominazioni delle due aziende; la parte di derivazione italiana (mwggInno da mwgwElektromarket Innomwhavazione) fu anteposta a quella giapponese (mwhqHit di mwhgHitachi) a significare la natura occidentale dei prodotti. Associando le due parole attraverso un trattino, fu quindi coniato il nome composto mwhwInno-Hit, come vera e propria nuova realtà aziendale. Tale operazione fu condotta dal rag. Sax, allora responsabile amministrativo e da Luciano Bedetti allora capo del servizio tecnico per l'Italia.

Numerosi i prodotti lanciati, fra cui le prime console da gioco (Lmwiq'mwigInno-Hit Sportron e il chip AY-3-8500)cite-ref-3[3], televisori, radio di diverse tipologie, piccoli elettrodomestici ed altri prodotti di elettronica di consumo. Vengono prodotti anche diversi CB (fra cui il CB1000cite-ref-4[4]). Oggetti assemblati ad Hong Kong o in Taiwan per la distribuzione sul mercato italiano.

Gli anni ottanta e la chiusura

Alla fine degli anni settanta, l'architettura aziendale muta; mentre la produzione resta orientale, in un tentativo di aprirsi anche ai primi personal computer e prodotti informatici. Per la progettazione Hitachi decide di riprendere il reparto, affidandosi, nel corso del 1979, alla mwlqDitron S.p.A. di Milanocite-ref-5[5], già importatrice di alcuni prodotti informatici. L'azienda milanese, che nei propri laboratori in centro città, viale Certosa 138, aprirà una "divisione Inno-Hit", si occuperà soprattutto della distribuzione dei prodotti, molti dei quali di piccola elettronica (ricetrasmittenti portatili quale l’rt923, giradischi, mangiadischi per bambini - come il play/go disco, radio, radioline a doppia banda am/fm - fra cui la rm-044, orologi da polso e videogiochi portatili, etc.). Sarà questo il periodo di massima espansione dell'azienda; accompagnata da una campagna pubblicitaria insistente sulle riviste sia di settore che generaliste dell'epoca, con una politica di prezzi aggressiva, mwmgInno-Hit riuscirà a mantenere posizioni nel mercato fino ai primi anni 90.

A causa della pressione del mercato, la mwoaDitron mwoqS.p.A., (che nel 1995 incorporerà proprio mwogElektromarket mwowInnovazione mwpaS.p.A., trasferitasi nel frattempo in via Nino Bixio, 45cite-ref-6[6]), muterà prospettive aziendali, lasciando il marchio mwqqInno-Hit che cesserà di esistere come realtà aziendale nella seconda metà degli anni novanta.

Il marchio Inno-Hit

In tale periodo, il marchio mwraInno-Hit fu rilevato dal gruppo mwrqAtig Service di Vicenza, apparendo nuovamente - fino al secondo decennio degli anni 2000 - su prodotti importati quali smartwatch, smartphone, fino al sistema operativo mwrgAndroid Kitkatcite-ref-7[7] nonché televisori crt e, successivamente, lcdcite-ref-8[8]. Nella prima metà degli anni 2000, il marchio viene utilizzato anche dal gruppo turco mwtwVestel, che, attraverso la mwuaVestel Italy, con sede a Grandate e - successivamente - a Montano Lucino ne fa un marchio di punta distribuendo oltre 2.000.000 di televisori. Dal 2016 al 2018 il marchio viene utilizzato dalla Cinese Skyworth per il mercato Italiano e Spagnolo. Dal 2013 il marchio mwugInno-Hit è di proprietà della società Maltese T. Manufacturing, che ne promuove l'utilizzo in tutto il mondo. Dal 2024 tramite un accordo con mwuwSamsung, Inno-Hit è in grado di utilizzare il sistema operativo mwvaTizen sui propri televisori.

Sponsorizzazioni

Al pari di altre aziende di elettronica, negli anni ottanta anche mwvwInno-Hit si legò ad alcuni team sportivi attraverso gli allora emergenti contratti di sponsorizzazione. Il più noto è quello con l'mwwaInter per la mwwqstagione 1981-1982.

Nel 2022 si lega alla società calcistica maltese mwwwŻejtun Corinthians Football Club, club militante nella mwxaFirst Division maltese per la stagione 2022-2023.

A partire dalla stagione 2025, Inno-Hit è sponsor ufficiale del team BeDriver nella mwxgPorsche Carrera Cup Italia. Questa collaborazione segna un’importante presenza del marchio nel mondo delle competizioni automobilistiche, rafforzando il legame tra innovazione tecnologica e prestazioni sportive.

Note

cite-note-11. mwzqmwzgCQ Elettronica, vol.mwzw 8, 1971.
cite-note-22. mwawmwbamwbqInno-Hit Produttore di I, Modelli di Italia, 49 radio, 219 i, su mwbgradiomuseum.org. mwbwURL consultato il 29 settembre 2019.
cite-note-33. mwcwMarcello Bonomini, mwdamwdqmwdg[RETROmwdw] Console dimenticate – L’Inno-Hit Sportron e il chip AY-3-8500, su mweaGameSource, 24 dicembre 2016. mweqURL consultato il 29 settembre 2019.
cite-note-44. mwfqAa.Vv., mwfgProva Inno Hit CB1000, in mwfwQSO - IL PRIMO MENSILE DI RADIANTISMO, vol.mwga 73, 1976.
cite-note-55. mwhaVito Galasso, mwhq1001 storie e curiosità sulla grande Inter che dovresti conoscere, Newton Compton Editori, 2014.
cite-note-66. mwiqmwigmwiwGazzetta Ufficiale, su mwjagazzettaufficiale.it. mwjqURL consultato il 1º ottobre 2019.
cite-note-77. mwkqAtig Service, mwkgCatalogo Rel.IT-Q3/15 - AO.
cite-note-88. mwlgmwlwmwmaInno-hit, su mwmqcomune.info. mwmgURL consultato il 1º ottobre 2019.